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L'idrogeno che nasce dai rifiuti: il progetto GICO

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Il progetto GICO “Gasification Integrated with CO2 Capture and Conversion” nasce per dare a rifiuti e biomasse residuali una seconda vita ed ha un obiettivo ben preciso: realizzare un nuovo ecosistema energetico, che integri diverse fonti rinnovabili e differenti tecnologie – dalla gassificazione ad assorbimento avanzato (SEG) alla catalisi al plasma per offrire, in cambio, biocarburanti, energia elettrica e termica ed elementi biocompatibili come l'idrogeno.

Essendo privo di carbonio, l’idrogeno è infatti un vettore energetico ideale per un futuro più green e lo si può convertire direttamente in energia elettrica, oppure, può essere utilizzato per la produzione di carburanti in maniera sostenibile.

Il progetto GICO è guidato dall’Università Guglielmo Marconi di Roma ed ha la fortuna di avere, tra le sue fila, diversi partner italiani, tra cui ENEA (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie).

Da dove iniziamo?

Il primo passo per questa straordinaria impresa sarĂ  la realizzazione di un concept (che il team ENEA avrĂ  l'onere di supervisionare) per la gassificazione integrata con la cattura della CO2 che andrĂ  a generare idrogeno a basse emissioni; in seguito, saranno sviluppati impianti a biomasse residue e frazioni biogeniche di rifiuti. Tali strutture di piccola e media taglia, riusciranno addirittura a processare fino a 20 tonnellate di scarti al giorno!

“In questo modo riusciremo a convertire in risorsa energetica quello che altrimenti sarebbe uno scarto […] attribuendogli nuovo valore economico e ambientale” sottolinea Donatella Barisano, ricercatrice ENEA.

All'interno di questi impianti ci saranno sorbenti solidi per la cattura della CO2, che permetteranno di ottenere una corrente gassosa ad alto contenuto di idrogeno e ridotto livello di contaminanti; infine, grazie ad un reattore al plasma freddo alimentato da eccedenze di energia elettrica rinnovabile, presso il Centro Ricerche Casaccia (Roma), inizierà la sperimentazione per la valorizzazione dell’anidride carbonica in combustibili rinnovabili come l'idrogeno!

Bisogna ricordare, tra le altre cose, che a causa della bassa densitĂ  (per esempio rispetto al metano), l'idrogeno risulta di difficile trasporto e stoccaggio. Grazie al progetto GICO si apre una nuova strada, sia per il trasporto che per lo stoccaggio, rendendo il suo utilizzo piĂą agevole e meno costoso di quanto non lo sia oggi!

In che modo verrĂ  usato l'idrogeno?

Come spiegato in precedenza, può essere utilizzato per produrre composti chimici o come combustibile per produrre calore ed energia elettrica, sostituendosi ai combustibili fossili tradizionali, dannosi per l'ambiente. Oggi, nel mondo, vengono prodotte 115 milioni di tonnellate di idrogeno (di cui 70 di idrogeno puro) quasi esclusivamente utilizzate nell’industria chimica, soprattutto per produrre ammoniaca, metanolo e concimi, nelle raffinerie di petrolio e nella metallurgia.

Una piccola curiositĂ 

Per concludere vi vogliamo rilevare un interessante uso industriale dell'idrogeno, attualmente ancora in fase di sperimentazione avanzata; lo si può usare infatti, invece del carbone, nei processi siderurgici di produzione di acciaio primario, a partire da minerali a base di ossido di ferro.

Le emissioni di particolato, gas serra ed altri inquinanti, associate all’attuale impiego di carbone, verrebbero così del tutto eliminate; è una tecnologia che si vorrebbe applicare, ad esempio, all’ex Ilva di Taranto, ma la prospettiva è ancora molto incerta.