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Trend tecnologici per il 2022

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Internet, cloud, cybersecurity e sostenibilità, ecco i trend tecnologici del nuovo anno

Sempre più digitali e sempre più empatici. È tempo di evolvere: l’idea tradizionale della «tecnologia che ci isola dal resto del mondo» è ormai superata dalla realtà dei fatti. E il new normal che andremo ad affrontare dopo la crisi sanitaria, economica e sociale dovuta alla pandemia, sarà inevitabilmente caratterizzato da un vero e proprio boom della Rete in funzione della sostenibilità. Già, perché pensare a Internet come a un mero servizio dedicato alla consultazione di materiale online è qualcosa da boomer: la connessione oggi consente di raggiungere livelli di progresso che solo pochi anni fa sembravano da fantascienza. Internet of Things, cybersecurity, autenticazioni biometriche, nuove forme di lavoro e approccio ESG sono ormai materie destinate a far parte della nostra quotidianità.

Ne è convinto anche uno dei protagonisti mondiali in campo d’innovazione come Cisco che a dicembre, nel corso dell’incontro ibrido organizzato presso il Cisco CyberSecurity Innovation Center situato nel Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, ha svelato i cinque trend tecnologici per il 2022. Una nuova internet predittiva e senza interruzioni, l’evoluzione del Cloud, gli sviluppi della cybersecurity, il futuro del lavoro e la sostenibilità: ecco i binari dell’evoluzione destinati a caratterizzare il prossimo anno.

Una nuova internet predittiva

«La rete del futuro è capace di prevedere i guasti e, senza che utenti e clienti se ne accorgano, è in grado di dirottare il traffico dati su aree meno congestionate, garantendo prestazioni ottimali» ha annunciato Paolo Campoli, Responsabile Global Service Provider di Cisco, puntando il dito sulla capacità delle reti di comprendere e analizzare le attività online degli utenti, adattandosi volta per volta per garantire le prestazioni necessarie. Si pensi, a titolo d’esempio, al traffico proveniente da una connessione per lo smartworking o a quello proveniente da una transazione bancaria. La nuova Internet sarà quindi “predittiva” e capace di dirottare il traffico dati su aree meno congestionate, garantendo prestazioni ottimali. Senza dimenticare che il prossimo sarà l’anno della definitiva affermazione del 5G, con applicazioni crescenti anche a livello industriale e la conseguente sempre maggiore importanza dei dati e dei cloud.

L’importanza del cloud

Gli esperti ritengono che entro il 2022 il 50% delle applicazioni cruciali per l’azienda risiederanno in cloud pubblici. È per questo che le applicazioni cloud native rappresentano un motore per il business delle imprese, permettendo di beneficiare al massimo della flessibilità e della velocità dei nuovi ambienti IT che andranno a crearsi. Del resto, ricorda Cisco, circa tre quarti dei consumatori ritengono che un’app mal funzionante rappresenti una mancanza di rispetto nei loro confronti e si dichiarano pronti a cambiare fornitore con facilità: un’eventualità che le aziende temono e vogliono evitare.

La minaccia del cyber risk

Una delle grandi minacce del prossimo anno continuerà a essere rappresentata dal cyber risk. È stato il presidente di Leonardo, Luciano Carta, a denunciare che nei primi mesi del 2021 in Italia sono stati registrati 36 milioni di eventi malevoli, pari al 180% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un boom che preoccupa e che sembra destinato a non concedere pause. Per questo, secondo Cisco, il futuro è destinato a essere determinato dall’approccio «Zero trust»: l’accesso di utenti e dispositivi a una rete aziendale avverrà solamente dietro autorizzazione. Basta password che rischiano di essere dimenticate o, peggio, copiate e utilizzate da malintenzionati: l’accesso dipenderà in toto da parametri di identificazione e comportamento come chiavi di sicurezza e riconoscimento biometrico. In altre parole, addio alle credenziali.

Lavoro, verso l’affermazione del modello ibrido

Se la pandemia è stata l’epoca dello smartworking per eccellenza, il new normal sembra essere destinato a diventare il periodo del lavoro “ibrido”. Modelli vincenti saranno quelli in grado di mettere al centro la persona, al di là della reale presenza fisica in ufficio. In questo, la tecnologia continuerà a rappresentare un alleato fondamentale, come ha dimostrato l’amministratore delegato di Cisco Italia Gianmatteo Manghi, partecipando attraverso un ologramma a figura intera all’evento ospitato nel museo milanese. Occorre contribuire all’affermazione definitiva di modelli di valutazione che si basino sul merito dei risultati piuttosto che sulle ore di presenza in ufficio.

Il ruolo del digitale nella transizione ecologica

Anche se il dato viene spesso ignorato dalla maggior parte dell’opinione pubblica, va ricordato che al giorno d’oggi, le telecomunicazioni pesano per circa il 3-4% sulle emissioni globali. Non basta però ridurre l’impatto di reti e data center: occorre includere nel dibattito l’impatto delle infrastrutture e delle soluzioni efficienti nella trasformazione di settori come l’agricoltura, le smart factories e le smart grid. Considerando anche questi elementi, l’impatto aumenta di circa dieci volte sul totale. Il digitale, secondo Cisco, può quindi svolgere un ruolo fondamentale nella transizione ecologica: chiudere il cerchio dell’economia circolare, rompendo la catena che correla direttamente l’aumento del Pil a quello delle emissioni. Processi più efficienti per un mondo più sostenibile.